La mammella è un organo pari (due nella specie umana) e simmetrico, posto nella regione anteriore del torace, ai lati della linea mediana. L’organo è costituito in parte da tessuto cutaneo ed in parte da strutture ghiandolari che insieme vanno a costituire la ghiandola mammaria.

Fino al periodo della pubertà, le mammelle sono sviluppate allo stesso modo in entrambi i sessi. Nella pubertà lo sviluppo della mammella maschile si interrompe. La struttura femminile, invece, subisce un notevole sviluppo, assumendo dimensioni e forme molto variabile, grazie alla quantità di tessuto adiposo presente ed alla sua localizzazione.
Con il termine seno ci si riferisce allo spazio compreso tra le mammelle. Nel linguaggio comune, questo termine viene spesso usato in riferimento all’organo stesso. Va però precisato che tale termine, in riferimento alla mammella femminile, risulta essere errato, poiché il termine indica una concavità (come si può intuire da espressioni come in seno a, oppure insenatura, le quali indicano entrambe qualcosa che sta dentro, all’interno); il lemma deriva infatti dal latino sinus, -us cioè sinuosità, in particolare la sinuosità concava formata dalle pieghe di una veste.
La mammella femminile può essere idealmente suddivisa in quattro quadranti, costituiti da due linee perpendicolari che si intersecano presso il capezzolo.

Più nel dettaglio, il tessuto mammellare è composto da:

  • una componente ghiandolare, (15-20 lobi, ognuno dei quali ha uno sbocco verso il capezzolo attraverso un dotto galattoforo;
  • una componente di tessuto adiposo, in cui sono concretamente inserite ed immerse le strutture ghiandolari;
  • una componente fibrosa di sostegno, che genera suddivisioni tra le diverse appendici ghiandolari.

Presso l’apice della mammella, si trova una sporgenza esterna di forma conica nota come capezzolo. Esso è circondato dall’areola, una regione circolare pigmentata avente diametro di 3-5 cm. L’areola è costituita da piccole sporgenze, generate dalla presenza sottostante di ghiandole sebacee.
La mammella subisce notevoli modificazioni durante la gravidanza. L’areola, infatti, assume una colorazione più scura ed aumenta di diametro. Ciò è legato essenzialmente all’azione degli ormoni gonadotropi e, successivamente, dalla prolattina. La consistenza, poi, aumenta notevolmente in seguito al parto e durante il periodo dell’allattamento.
Le mammelle divengono più turgide durante il periodo mestruale e, in maniera più o meno evidente, in seguito all’eccitazione della donna.
L’invecchiamento porta invece ad un progressivo calo di volume della mammella.
L’organo maschile è decisamente meno sviluppato di quello femminile. Nel maschio la mammella è costituita da un piccolo rilievo, con una piccola areola ed un piccolo capezzolo (Silloide). La struttura ghiandolare sottostante, è composta da un numero ridotto di strutture alveolari prive di lume. Esistono dotti lattiferi, ma sono brevi e privi di vere e proprie ramificazioni. Durante l’adolescenza, in ogni caso, può esserci un aumento anche delle dimensioni della mammella maschile (ginecomastia puberale). Tale aumento, in realtà, è seguito solitamente da una regressione in un tempo breve (uno-due anni).
Tra le patologie che colpiscono la mammella figurano patologie genetiche e patologie legate allo sviluppo.
Tra le patologie genetiche figurano la politelia (più capezzoli) o la polimastia (più ghiandole mammarie).
Tra le patologie legate allo sviluppo, si può verificare nei maschi uno sviluppo volumetrico mono o bilaterale, detto ginecomastia.
La mammella femminile, invece, nel corso dello sviluppo può andare incontro ad un numero maggiore di anomalie, tra cui:

  • il mancato sviluppo nel periodo della pubertà, solitamente legato a casi di agenesia delle ovaie o di deficienza ovarica;
  • l’ingrossamento prematuro dell’organo, spesso correlato ad una sindrome di pubertà precoce;
  • l’ipertrofia dell’organo (detta anche macromastia).

Possono anche verificarsi casi in cui una o entrambe le mammelle mancano.
In ogni caso, le patologie vere e proprie sono legate a problemi nel delicato equilibrio degli ormoni provenienti essenzialmente da surrene e, soprattutto, dall’ipofisi. Altri fattori determinanti lo sviluppo di patologie sono eventuali lesioni traumatiche a cui la mammella viene sottoposta o processi infiammatori cronici e le patologie tumorali.

(Fonte: A.N.D.O.S. NAZIONALE ONLUS)

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