Tumori in Italia: il bilancio è dolce-amaro. Ogni giorno in Italia si scoprono 1000 nuovi casi di cancro, ma migliorano le percentuali di guarigione. Il 61% delle donne e il 52% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Segno che oggi dal cancro si guarisce, che le campagne di screening funzionano e le terapie sono più efficaci, se intervengono prima. Sono alcune delle cifre fornite dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum) in occasione della presentazione del volume “I numeri del cancro in Italia 2012” presentato alla presenza del ministro della Salute Renato Balduzzi e realizzato con il contributo di tutte le oncologie italiane (oltre 300) e i 37 Registri tumori presenti sul territorio. L’appuntamento annuale con il dossier dell’Aiom offre una fotografia “essenziale per impostare azioni di politica sanitaria”, ha detto Balduzzi.

I nuovi casi di cancro nel 2012 saranno 364mila (erano 360mila nel 2011): 202.500 (56%) negli uomini e 162.000 (44%) nelle donne. Il tumore del colon-retto è il più frequente, con oltre 50.000 nuove diagnosi, seguito da quello della mammella (46.000), del polmone (38.000, un quarto nelle donne) e della prostata (36.000).
Il cancro del polmone si conferma al primo posto complessivamente per mortalità (34.500 i decessi stimati) ed è il big killer fra gli uomini (27%), quello del seno fra le donne (16%).
I tumori rappresentano la seconda causa di morte (30%), dopo le malattie cardio-circolatorie (38%).
Si stima che nel 2012 provocheranno 175mila decessi (erano 174mila nel 2011): circa 500 al giorno.
Nel complesso oltre 24 milioni di italiani, pari a circa il 43% della popolazione residente totale, vivono in aree dove è presente un Registro tumori.

I COMMENTI
“Chi è vivo a 5 anni dalla diagnosi di specifiche forme (testicolo, corpo dell’utero, melanoma, linfomi di Hodgkin e, in misura minore, colon-retto) ha prospettive di sopravvivenza che si avvicinano a quelle della popolazione generale, non colpita da neoplasia”. Stefano Ferretti, segretario dell’Airtum.

“Rispetto al precedente volume, riferito al 2011, abbiamo inserito l’analisi di altre neoplasie (ovaio, rene, vescica, tiroide) aumentando la quantità e qualità delle informazioni. Questi ‘numeri’ sono indispensabili per tutti gli operatori e le Istituzioni coinvolti nella lotta contro il cancro, sia nella gestione dei pazienti che nella programmazione sanitaria in un periodo di contenimento della spesa come l’attuale in cui è indispensabile l’appropriatezza e l’uso razionale delle risorse”. Stefano Cascinu, presidente Aiom.

“L’attenzione agli aspetti economici e sociali della malattia e soprattutto alla vita dopo il tumore rappresenta una componente essenziale dei compiti dell’oncologo medico. È pertanto responsabilità dei gestori delle risorse dallo Stato, delle Regioni, dei direttori generali e dei direttori di unità operative individuare priorità assistenziali regolate dall’etica e fondate sui reali bisogni”. Carmelo Iacono, presidente della Fondazione Aiom.

“L’attività dei Registri italiani è sempre più seriamente compromessa dalla perdurante assenza di una legge nazionale che li riconosca giuridicamente e li abiliti all’accesso alle informazioni sanitarie nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali”. Stefano Ferretti, segretario dell’Airtum.

Salute24, Salute, Oncologia, di co.col. (26/09/2012)

522 risposte a I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA: MILLE CASI AL GIORNO. MIGLIORA SOPRAVVIVENZA

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