terapia cancro al seno

Approvato in tutta Europa e usato negli Usa, Oncotype DX è capace di distinguere i tumori che necessitano di chemioterapia da quelli in cui il trattamento costoso e dai pesanti effetti collaterali può essere evitato. In Italia viene usato pochissimo, anche perché il Ssn non lo rimborsa.

È già stato approvato e viene usato negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei, ma il test genomicoOncotype DX per il tumore al seno fa ancora fatica a prendere piede in Italia. Si tratta di un’analisi personalizzata che studia 21 geni specifici (16 correlati al tumore e 5 di riferimento), la loro interazione e funzionalità, ed è così in grado di distinguere i tumori a bassa probabilità di dare recidive, e dunque trattabili con la sola terapia ormonale, da quelli che invece devono essere trattati con chemioterapia. Così permette di capire subito quale sia il migliore trattamento adiuvante possibile, e dunque di risparmiare terapie inutili e dagli effetti collaterali pesanti. Ma allora perché nel nostro paese viene usato poco? Questione di costi, dicono gli esperti. In Italia il test è infatti già disponibile, come in tutta l’Europa (marcatura CE), ma non è ancora rimborsato dal Sistema sanitario nazionale. Per questo esso viene utilizzato sporadicamente, oltre che in alcuni studi clinici, da alcune pazienti che provvedono direttamente al suo pagamento.

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